Dovrei sentirmi bene, e non
mi ci sento affatto.
Dovrei essere grata di quel
che ho, e non ne sento la necessità.
Dovrei investire il mio
tempo in attività più proficue (leggasi: lavorare), e non ne ho voglia.
E’ vero, oggi è lunedì,
giornata del cazzo per antonomasia. Ma a me piacciono i lunedì: sono i giorni
dei nuovi inizi, delle rinascite, del rinnovamento.
Il problema è che non ho
nulla da lasciarmi alle spalle, troppi conti in sospeso, troppi avvenimenti da
metabolizzare… non posso saltare lo step della rassegnazione, dell’accettazione.
La vita cambia, e noi
cambiamo con lei, spesso in negativo, spessissimo in positivo, ma di questo neanche
ce ne accorgiamo.
Siamo troppo abituati ad
accogliere i cambiamenti piacevoli con supponenza, e poco inclini ad accettare
quelli negativi con saggezza. Ecco, io mi trovo esattamente in quest’ultimo
spazio.
E poi, oh, c’è un tempo di
merda. Piove da due giorni e stanotte ho avuto sete. Potrò anche avere un
minimo di rodimento.
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